Letture disordinate, nel cui disordine mi crogiolo con autoindulgenza.
Adesso American Tabloid, di James Ellroy. Me lo prestò Sim in occasione di una cena a casa sua l'anno scorso, in luglio. Un volume talmente usurato e sporco che F. tossisce sempre, la sera, quando a letto mi metto a leggerlo.
Prima c'era stato Domani nella battaglia pensa a me, di Javier Mariás. Lo terminai seduta a gambe incrociate sul letto, alle due di notte, a casa dei miei genitori.
Due di Calvino che mi ero persa.
L'ultima estate in città, di Gianfranco Calligarich, dono di un uomo strano e gentile, dalla periferia della grande Z.
Vite immaginarie, di Marcel Schwob, da un amico di avventure.
E ancora: La prima notte, di Raul Montanari, arrivato per posta dalla mia matematica e poetessa preferita (dal cuore della grande Z.).
Il braccio?
Confusione i primi giorni di libertà. Un grosso pianto una mattina: di dolore, stanchezza, turbamento e vertigine.
Benino dopo.
La riabilitazione ha le sue asprezze - ma niente di insormontabile, niente di che. Solo, ecco, questo: sarà lunghissima.
1 commento:
Stavolta nel bagaglio avevo posto per pochi libri, ho preso "Hanno tutti ragione" (tristemente disarmante e vero) e la trilogia di Marias....in spagnolo ovviamente!
Domani nella fisioterapia pensa a me....
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