Da lunedì 16 la città ha ripreso il respiro del futuro - l'autunno, la vita attiva, i progetti, il brulichio.
Io invece vado in vacanza proprio domani: verso una Sardegna che conosco poco, con la gemma del Museo Nivola da visitare a Orani, in provincia di Nuoro.
Scoprii Costantino Nivola quando lavoravo alla Libri Scheiwiller, per la quale era uscito anni addietro un suo piccolo volume autobiografico, Memorie di Orani. Nel bazar di libri d'arte che era il bell'appartamento dove la Scheiwiller aveva sede allora - dalle parti di corso Italia - si conservava anche un catalogo delle opere. Mi innamorai di lui, delle cose che faceva, dei talami nuziali in terracotta e delle grandi opere stilizzate in bronzo o travertino. Mi innamorai delle sue parole, della freschezza delle riflessioni che faceva sull'arte e sulla vita.
Bisogna muoversi, e godersi dovunque lo spettacolo abbastanza grandioso di molte cose, magari di tutto. E, perché no! Brindare alle fallibilità e improbabilità, pagare omaggio alle irrealizzate potenzialità dei nostri talenti.
E ancora mostrare rispetto alle infinite ricorrenze di sorprendenti insuccessi. Fare gli auguri alle incredibili manifestazioni delle congenite inadeguatezze e al simbiotico legame alle rovine. E concludere con un sonoro abblauso alle inesauribili risorse del nostro emporio di opzioni aperte…
Costantino Nivola, lettera ad Angela, dicembre ’79, East Hampton
L'anno scorso, sul flickr, riconobbi le inconfondibili sculture di Nivola tra le foto di viaggio di una donna di talento. Fu una sorta di cortocircuito (esistono, una persona che conosco è andata a vederle) e un viatico (posso andarci anch'io).
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