mercoledì 18 novembre 2009

Aggiornamenti

La tosse secca è tracheite. Da quando lo so, sto meglio. Certo, da quando lo so, mi curo, ma mai comunque sottovalutare il potere lenitivo di un battesimo, ossia del dare un nome.
Questa cura comporta anche, oltre a evidenti miglioramenti, l'inconveniente di lasciarmi stordita di farmaci, tra cui una vera e propria mezza droga: la paracodina. Ergo, non mi sento brillantissima.

La commentatrice misteriosa mi è chiaro chi sia. Persona intelligente che stimo e conosco da tempo; non siamo amiche, ma abbiamo avuto in comune una persona importante.

Frequento con poco costrutto - ma un certo masochistico divertimento (della serie «spaccarsi la faccia è bello») - un corso di lettura espressiva organizzato dall'Arena del Sole. La tracheite, l'avrete notato, cade a pennello.
Abbiamo lavorato alla descrizione di spazi aperti; io ho portato un brano da Fiesta, una passeggiata tra i faggi nei pressi di Burguete. Alla fine della lettura l'insegnante, Marina, ha commentato così:
«A te di questo bosco di faggi non te ne frega proprio niente...»
Per la prossima volta descrizione di persona, in un interno, per tutti uguale: Gertrude, la monaca di Monza. Io le persone malate di noia le capisco alla perfezione (altro che faggi!). La sera però l'aria se ne va, non riesco più a parlare, cioè a provare.

Frequento anche, con F., un corso di fotografia professionale (l'aggettivo l'hanno messo a caso).

Infine, non per importanza, la Ross è partita per la Repubblica Centrafricana con MSF. Ha il volo stasera da Parigi. Mi mancherà.

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