Giornata senza lode e senza infamia.
Dinamismi tra un piano e l'altro di questo brutto edificio in cui lavoro - ma che noi bolognesi tanto amiamo.
Questo posto è così brutto che riesce addirittura a superarsi: oggi abbiamo ricevuto nella biblioteca storica una persona (peraltro insopportabile) venuta a presentare le cose (peraltro di altissima qualità) che fa e potrebbe fare anche per noi. Ah, «andiamo nella BIBLIOTECA». Non nella saletta videoconferenze (così aziendale e asettica), no no, nella BIBLIOTECA (con prime edizioni di Carducci e da qualche parte di sicuro nascosto Majorana). Beh, nella BIBLIOTECA - ma ormai sarebbe stato ridicolo andarsene - c'erano ancora i due lettini utilizzati per le visite mediche annuali del giorno prima.
Questa non è male, eh?
1 commento:
Bellezza riposata dei solai
dove il rifiuto secolare dorme!
In quella tomba, tra le vane forme
di ciò ch’è stato e non sarà più mai,
bianca bella così che sussultai,
la Dama apparve nella tela enorme.
[...]
II nostro passo diffondeva l’eco
tra quei rottami del passato vano,
e la Marchesa dal profilo greco,
altocinta, un piede ignudo in mano,
si riposava all’ombra d’uno speco
arcade, sotto un bel cielo pagano.
Intorno a quella che rideva illusa
nel ricco peplo, e che morì di fame,
v’era una stirpe logora e confusa:
topaie, materassi, vasellame,
lucerne, ceste, mobili: ciarpame reietto, così caro alla mia Musa!
Tra i materassi logori e le ceste
v’erano stampe di persone egregie;
incoronato delle frondi regie
v’era Torquato nei giardini d’Este.
"Avvocato, perché su quelle teste
buffe si vede un ramo di ciliege?"
Io risi tanto che fermammo il passo,
e ridendo pensai questo pensiero:
Oimè! La Gloria! un corridoio basso,
tre ceste, un camerano dell’Impero,
la brutta effigie incorniciata in nero
e sotto il nome di Torquato Tasso!
Torino, 1908
(Passano, gli anni, passano)
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