La felicità segue percorsi indicibili. Non li conosciamo o non osiamo parlarne.
Vuoi sapere che cosa mi renderebbe felice?
Uscire di casa ed essere colpito da una pallottola, sotto la clavicola, niente di irreparabile, ma neppure di lieve. Perdita di conoscenza, ambulanza, ospedale. Vagare nel torpore, nei sogni liquidi dei film, scollegarsi da tutto per un bel po', poi riscoprire la vita come un rumore di fondo, riaffiorare, senza agenda né rubrica né scadenza. Scoprire chi conta, eventualmente. Reimparare a muoversi, ad abbracciare. E avere, una volta (con calma) ripreso le forze, uno scopo: scoprire chi cazzo mi ha sparato.
da Navi in bottiglia, di Gabriele Romagnoli
Me lo segnala una donna in gamba con cui di questa fase ho parlato poco - ma evidentemente ne ha capito molto.
2 commenti:
Si adatta perfettamente anche a me...soprattutto visto dove sono....e che ci dici del resto del libro?
Ho dato per scontato che era un libro, che è???
vabbé, lascio in pace il tuo blog e vado a vedere.....
Posta un commento