lunedì 8 settembre 2008

Un problema epistemologico

Non so perché, ma ho un sonno maledetto.

Non lo so, perché se è vero che venerdì sono andata a letto alle quattro a.m, è altresì vero che sabato mi sono svegliata alle tre p.m....

Non scrivo da un po', per scelta. Un blog è un posto, tra l'altro, dove celebrare il proprio mesto quotidiano, dove darsi una storia. Il rischio di essere patetici naturalmente è più di un rischio; tuttavia, lo corro volentieri in cambio di quel tanto di igiene mentale che questa pratica si porta. Inoltre, parafrasando Chiambretti - che metteva se stesso e Nino D'Angelo in rapporto con Irene Pivetti e il suo inquietante giovane marito - chi è patetico e lo sa (nel loro caso si parlava più che altro di trash) si differenzia comunque da chi è patetico e basta.

Sto divagando.

Il punto è che puoi celebrare un cammino, per quanto piccolo e ridicolo, se effettivamente un cammino c'è. La rete invece tende a invischiarti e a lasciarti fermo in un punto, tanto più se decidi di non parlare della tua vita privata, di non pontificare sui fatti del giorno, di non entrare nello specifico di una disciplina.

«Di cosa parla, scusa, questo blog?», direte voi. Ma è ovvio: di se stesso.
«Allora qual è il problema?», potreste aggiungere. Il problema è che non puoi conoscere una cosa mettendoti semplicemente a guardarla. Prima, «conosci te stesso», diceva un tale.

(Oggi, dopo questa dichiarazione di intenti e metodologia di indagine, perderò un altro lettore e, come il precedente, non potrò neanche prendermi la soddisfazione di biasimarlo. Meno male che posso ancora contare sulla Ross… Almeno finché non parte per il Darfur con Medici senza frontiere - e l'ipotesi non è mica tanto remota, non crediate! Fa quel lavoro lì...)

(Per chi si intende di filosofia: lo so, quasi la questione poteva essere fenomenologica. Poi, con quel «conosci te stesso» da dilettanti ho rovinato tutto. Abbiate fede, la questione è ancora fenomenologica - è l'unica cosa in cui credo - e potrei anche dimostrarvelo... Solo, come dicevo, ho sonno, non mi va. Fate conto di star leggendo i diari di Wittgenstein: a me pensare che li sto scrivendo aiuta!)

3 commenti:

ross ha detto...

1-Anche io ho sonno ma non ho fatto tardi e solo stasera inizio le notti: è la noia!
2-Hai citato il mio piede....
3-Se mi spediscono in Darfur ti meno per aver portato sfiga ( e poi dopo come faccio a leggere il blog?)

Donata Cucchi ha detto...

Caspita, Ross, hai fatto un commento prima che finissi di correggere il post... questa sì che è assiduità!

Unknown ha detto...

non ti offendere, ma quando scrivi dopo aver dormito ti capisco meglio. Poi sono io a non essere ferratissimo nella materia, lo so... :)