Ma capita anche a voi di tormentarvi per come utilizzate il vostro tempo?
Sono stata colpita da un articolo che ho letto su Internazionale: Nella lista delle cattive abitudini di Paul Graham. Parla del modo in cui la rete si mangia il nostro tempo - ma non solo. Fa un paragone importante: se passassimo ore davanti alla televisione, ci accorgeremmo subito che qualcosa non va. Eppure, passiamo quotidianamente molte più ore su internet, da una pagina all'altra: la posta, l'informazione, i contatti; il nostro piccolo mondo costruito in digitale, aggiungo io, quello che il lupo non può distruggere soffiandoci contro. Ci ritroviamo con un pugno di mosche senza neanche accorgercene, come l'uomo di Seneca, occupato in futilità.
Con la consueta pragmaticità degli articoli scelti da Internazionale, Graham ci invita a darci un taglio, con un suggerimento che però non vale molto: utilizzate due computer, uno per lavorare non in rete, l'altro in rete per i passatempi. A parte l'impraticabilità per parecchi di noi, il punto non viene centrato. Per Graham, internet è pericoloso come distrazione durante il lavoro. Questo è certo, ma l'insidia è più sottile, secondo me. Internet è un surrogato della vita. Utilizzato come viatico - siamo isolati in ufficio, rinchiusi tutto il giorno, attraverso la rete troviamo il mondo - rischia sempre di più di diventare una sostituzione della vita, una bambola gonfiabile, una prigione che ci portiamo dentro, da cui abbiamo paura di uscire.
L'anno scorso ero inorridita davanti alla serie Wii, dove simuli attività che potresti benissimo fare davvero. Era successa la stessa cosa: dalle simulazioni che ti avvicinano a esperienze a cui in linea di massima non hai - o non vuoi avere - accesso (sparare, picchiare, fare la guerra, avere sesso con sconosciuti) a simulazioni che invece dall'esperienza ti allontanano, perché sostituiscono reali piccole esperienze, con la comodità di simularle (giocare a bowling, a tennis, a golf).
I peggiori sono i cinquantenni che abbracciano tutto questo senza pensare, sono l'altra faccia dei moralisti che ne hanno indiscriminatamente paura.
Io dico solo: stiamo attenti. Siamo vigliacchi, pigri, deboli, inclini all'ossessione. Andiamo a berci un bicchiere di vino, stasera, invece di leggere le notizie on line.
3 commenti:
Per quel che mi riguarda il cazzeggio online è fondamentale in queste 12h di guardia, lo era quando a Carpi perdevo il treno e quindi dovevo stare un'altra ora in ospedale (meglio il campo minato che parlare coi colleghi ti assicuro!). E poi si ritrovano vecchi amici vicini e lontani e si interagisce con calma, senza il cellulare: io ho sempre il terrore che qualcuno mi risponda mentre è sul cesso.
Comunque I'm looking forward per il bicchiere di stasera!
ferma tutto un attimo... non la vedo proprio così. In rete puoi cazzeggiare -e ci sta-, ma puoi pure seguire i tuoi interessi, cosa che la tv raramente ti permette di fare. Io sul lavoro e non uso un bel po' di roba imparata in rete. Poi il troppo stroppia comunque, e con la bionda che deve studiare una presentazione, stasera uscire a bere vino sarebbe un po' bastardo: rimango qui a fare presenza... :)
Arrivo solo oggi a leggere le prime 50 pagine del tuo diario. Lo chiamo diario perchè in esso, seppure non parli di te, si legge benissiomo chi sei. Sarà forse perchè molti fatti mi erano noti o perchè tu sei ormai un rassicurante e dolce libro aperto, ma leggere queste pagine ha tanto il sapore di una serata tra amici trascorsa confrontandoci sulle rispettive opinioni.
Tu, anonima scrittirice, ora hai un lettore in più ......
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