Sta dilagando l'uso di aNobii. Lo vedo di continuo nella vita online della gente che conosco (e non).
Qualche giorno fa mi ha contattato una persona che stimo per consigliarmelo. «Secondo me ti piace», ha scritto.
Così mi sono iscritta. L'ho fatto quasi subito, ma una volta lì non sono stata buona di combinare niente.
C'è qualcosa che mi disturba.
Perché tutti devono sapere cosa leggo? Con che frequenza? Perché la lettura deve diventare quantità?
Non è questo, non solo, non eminentemente.
Mi disturba lo stile: che un libro diventi l'ennesima tacca sulla testata del letto, con annessa chiacchiera da bar.
Sto esagerando.
Però di sicuro mi disturba l'aspetto compilativo della faccenda, la prosaicità; e, sì, anche la sua indubbia praticità (mi disturba).
Mi riservo il diritto di cambiare idea quanto prima, naturalmente.
Statemi bene, voi che di notte dormite.
9 commenti:
Nella mia beata ignoranza della rete ho appreso solo oggi che cosa è aNobii.
Lo trovo vagamente ansiogeno, credo che non mi iscriverò (anche perché sto leggendo cose, di questi tempi, che farebbero sbadigliare la maggior parte dei navigatori). Buona notte
Lucio Maic
Perché quantità? Perché ansiogeno?
Non c'è nessuna gara! Lo scopo non è leggere il più possibile, è condividere le letture che a volte non si riescono a condividere nella vita reale.
A nessuno interessa che cosa stai leggendo in quel momento, almeno non più di quanto interessi sapere che cosa stai facendo su Facebook o che cosa hai da dire su un blog...
Interessa sapere che cosa hai pensato dei libri che hai letto. Se trovi persone affini a te, finirai di fidarti di loro più di qualsiasi critico letterario "ufficiale".
Guarda che belli i commenti di questa lettrice:
http://www.anobii.com/madamecm/books
Mettere un libro nella libreria di aNobii dopo averlo letto non è compilare un modulo, è un modo per non lasciarlo lì, per condividerlo con gli altri, un bookcrossing virtuale.
Poi, i gruppi di aNobii sono molto interessanti: finisci per discutere di letteratura africana, russa, araba o della provincia di Napoli, dei classici dell'Ottocento o di quant'altro ti interessi e non avevi mai avuto l'occasione di condividere con i tuoi amici.
Io ho addirittura conosciuto nella vita reale altri lettori con i miei stessi interessi conosciuti nei gruppi, sono diventati ottimi amici.
In quanto alla chiacchiera da bar, magari si parlasse al bar dei libri letti come se ne parla su aNobii!
A me l'ha consigliato mio padre che è fondamentalmente un precisino (lo trovi sotto Lele) e me lo sono immaginato nelle lunghe domeniche invernali a catalogare minuziosamente tutti i libri di casa.
L'altra sera mi sono iscritta anche io e la prima cosa che ho fatto è rendere la mia libreria privata....poi mi son detta che non ha molto senso....tanto parto...
Caro aNobiiano convinto... mi stai forse dicendo che sono stata superficiale, non ho capito nulla dello spirito di aNobii e in sostanza ho detto un sacco di scemenze???!!!
Beh, forse è vero. Sicuramente è vero. Però credo valga la pena che spenda qualche parola per spiegarmi meglio.
Non volevo dire che quelle su aNobii siano chiacchiere da bar, ma che temo facciano (a me, che sono strana) lo stesso effetto del parlare di sesso con le amiche (attività che infatti non pratico) al bancone di un qualche bar Mario. Il sesso e la lettura sono attività così sacre (per me, per me!) che rifuggo dall'idea che possano esserci modi piani, comunitari, rassicuranti di parlarne e di procurarsene. Io molti libri li ho comprati senza conoscerne niente, incappandoci in libreria, toccandoli, leggendo la prima pagina; o riconoscendoli magari come libri di cui avevo sentito parlare, ma così alla lontana, in una tal recensione perduta nella memoria, da riuscire a preservare l'inganno dolcissimo che fosse incontro, che fosse coincidenza.
Per continuare il paragone, allo stesso modo nei momenti di solitudine sentimentale non sono mai ricorsa alla ricerca di un'occasione attraverso il conosci-gente sistematico (neanche asistematico, per la verità), per quanto mi renda perfettamente conto della sua praticità.
La mia refrattarietà all'utilizzo di aNobii si riduce puramente a una questione di percezione, in odor di passato, oltretutto, per cui conto di cambiare atteggiamento a breve (un po' come quando in fotografia è arrivato il digitale e a lungo l'ho evitato, perché incapace di rinunciare - credevo! - all'emozione ottocentesca dell'attesa).
Grazie dello scambio, aNobiiano convinto.
E grazie anche a Lucio Maic, che stavolta si è firmato (ma io già l'avevo in passato riconosciuto!); e grazie anche alla Ross, che... beh, che posso dire ancora a te?!
Non so. è che quando penso ad alcune persone mi chiedo "chissà cosa sta leggendo, qual'è il suo libro preferito". E con la vita di adesso, chiederlo non è semplice, perchè servirebbe una bottiglia di rosso, lo Scorpione, nulla da fare il giorno dopo, e qualche ora.
Il pudore della lettura non l'ho mai considerato, forse per carattere. ci devo pensare...
grazie
Baldo, mi hai dato un brivido di malinconia (bella, la malinconia).
Grazie a te.
Il fatto è che sesso e lettura sono DAVVERO attività sacre e quindi non si capisce perché metterle in comune con qualcuno con cui non si sceglie di farlo...
Per cui il mio auspico e la mia speranza è che tu non cambi idea, né a breve né in futuro.
E' nota la parentela stretta tra il sacro e il silenzio.
Bartlebooth, che piacere rivederti da queste parti!
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