In aereo, l'altro giorno, ho aperto il quadernino nuovo comprato per il viaggio per iniziare a scrivere di questa esperienza. Lo faccio sempre. Alla resa dei conti non vengono fuori molte pagine, ma parto comunque con grande spinta e finché mi trovo all'aeroporto di solito iniziarlo è di grande soddisfazione.
Questa volta invece mi sono accorta che l'eco della rete mi mancava. Ho scritto avvolta in un silenzio che non avevo mai provato, perché da sempre mi considero in buona compagnia, quando sono sola. Ho avuto una sensazione simile a quando fai qualcosa senza la motivazione stringente di trovarti in pubblico - tipo ginnastica in casa, col suo senso di inutilità quasi metafisico.
Non dico che la scrittura privata verrà messa da parte come ormai superata, ci mancherebbe. La scrittura privata permette di parlare davvero, di guardarsi allo specchio la mattina appena alzati e con sincerità passare il ghiaccio sotto gli occhi, per sgonfiarli, strappare le sopracciglia di troppo, e tante altre cose che da scrivere sono poco eleganti (e anche poco eleganti da dire). Una scrittura privata equivale appunto a guardarsi allo specchio, vedersi male e chiedersi: «Perché? Come possiamo rimediare?». O vedersi benissimo e darsi una risposta così sciocca che mai la scriveresti senza filtro su un blog così com'è.
Quindi ben venga, la scrittura privata.
Solo, ecco, è diversa. E' solitaria in un modo lancinante. Ti aiuta, magari - anche di più? -, però in modo diverso.
F. mi ha detto: «Scrivere un post è come fare improvvisazione». Ed è proprio vero. Non so dove finirò quando lo scrivo, ho in mente un'idea da cui partire, tutto lì. Anche il titolo, viene dopo.
Per me è una dimensione giusta. So bene che i romanzieri scrivono poggiandosi su grossi schemi, su impalcature. Lo dicono tutti. Palahniuk è uno di quelli che ci va più calmo, lui si accontenta di sapere cosa scriverà nella scena successiva, nient'altro. Quando l'ho scoperto, ho tirato un sospiro di sollievo, mi sembrava un po' più alla mia portata.
Comunque sia, per ora la questione è rimandata.
C'è questo post, per ora; poi ci sarà quello di domani, quello dopo, quello dopo ancora...
3 commenti:
ti conoscevo che non usavi nemmeno il cellulare e ora blogghi da San Francisco?
Sembri mia madre che "spaccavaibal" perchè giocavo a Quake e ora che ha scoperto il pc farà 1000 partite a campo minato...
Tranquilla, del tuo blog parleremo al tuo ritorno.
Saluta Federico e occhio che li non è la Tailandia, li ai cani ci tengono......
P.s.: per vedere le tue foto "bravissime" devo aspettare che torni o le carichi su flickr da li? Oddio ora che ci penso Federico va a programmare in Cina e tu sei un'internauta......mi sa che sia io che non mi sono evoluto (e questo si sapeva, quando sei al top non è che puoi migliorare no?).
Si non ho nulla da fare, sono a Bologna e comunque tu fai lo stesso, anzi molto di più, da li.
Ma quando inizierai a skrivere kon le k?
Ok salùt
Scrivere con le "k"?! Guarda che questo blog si dà un certo tono, c'è pure Wittgenstein ("la metà è più del tutto", ti dice qualcosa?).
Comunque sono molto contenta che tu l'abbia finalmente letto (diciamo che era ora!) e ci tengo a sentire cosa ne pensi.
Tra otto giorni torno: ci sei ancora?
Bacini da L.A. (questo saluto ti farà incazzare)
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