mercoledì 19 marzo 2008

L'amico più resistente agli anni trascorsi insieme

È una giornata di primavera fredda, bellissima.

Ho pranzato con un amico: il più vecchio amico, il più resistente agli anni trascorsi insieme.

Fa strano vedere dove siamo. Dove siamo arrivati? Non la metterei così. Ma forse anche. Quando sei un bambino pensi che sarà impossibile fare "tutte le scuole", avere un lavoro, una laurea, un amore. Alcune cose sembrano tutt'ora impossibili - fare dei figli, una cena con molte portate, una riparazione in casa. Per me è anche difficile da immaginare che ci si possa prendere cura di un animale, o comprare - senza aiuti - una casa. Questo vale per me; ho amici che hanno cani, o che hanno scelto - e pagato - le loro case.
Lui è cambiato ed è sempre lo stesso, non saprei dire. È cresciuto improvvisamente, adesso è un adulto. È stata la laurea, i rapporti che vive? Chissà... È cresciuto un po' più tardi di me - il che non significa niente, crescere non è diventare migliori. Però oggi ho sentito che - in modi diversi - ci trovavamo uno davanti all'altra con le nostre vite da grandi - le beghe, le case, le persone di cui ci lamentiamo e quelle che portiamo nel letto, i nostri genitori che invecchiano, il lavoro che usura, la gente che parla di lavatrici, di auto e telefoni cellulari -, ma di quello spazio nostro dove l'amicizia respira niente è andato perduto.

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