martedì 21 aprile 2009

Progetti

Io l'anno prossimo spero di essere diventata mamma e di vivere con F. (almeno la seconda).
Se invece starò ancora facendo la giovvine - intenta a organizzare viaggi intercontinentali o a pregustare quanto sarà divertente la festa dei miei ex compagni di liceo - sono già d'accordo con la Ross perché mi sottoponga a un elettrochoc.

Domenica pomeriggio, mentre insieme a F. mi affrettavo verso l'auto, verso un cinema e sotto la pioggia, ho incontrato un amico di un amico, adesso mio vicino di casa. L'avevo conosciuto anni fa, e allora era un po' (s)fatto. Ora - che ha 34 anni - è molto peggio. Aveva un ombrello con almeno quattro bracci rotti, sicchè era coperto da un sottile pezzo di stoffa centrale. Nei cinque minuti in cui ci siamo parlati ci ha detto di essere alcolizzato, che la sera prima aveva baciato due lesbiche, che gli omega3 fanno effetto viagra, si è invitato a casa mia a Numana, si è invitato a casa mia a bere una birra la sera tra le 20 e le 23, ci ha indicato la sua finestra - con vasi di fiorellini viola (sic!) - e ha detto anche che adesso sta bene (sic! sic!).

Poi fa: «Tu hai una yaris nera sempre sporca, vero?»

Ecco, tra un anno vorrei che il mio vicino di casa alcolizzato (e peraltro, a suo modo, lucidissimo) non avesse a dire che la mia auto è sempre sporca.

8 commenti:

Pio ha detto...

hahhahahah è stupendo il quadretto che hai disegnato :-)

Anonimo ha detto...

Non ci si riesce mai a vedere così bene come attraverso gli occhi degli altri...

Donata Cucchi ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Donata Cucchi ha detto...

Anonimo, se sei davvero il mio vicino di casa, sappi che c'ho pensato un po' prima di scriverne, perché la possibilità che lo leggessi non era remotissima (anche se si confida sempre nel disinteresse della gente).
Poi ho pensato che in fondo era la verità, e che tu la sai benissimo. E che se in questo post c'è la verità cinica di delineare un personaggio, c'è anche la verità ... simpsoniana, potrei chiamarla (=niente si riduce al suo stereotipo), di quel "lucidissimo" che pure sei, con quella velocità di pensare, parlare, notare che mi sembra ti caratterizzi.
Ma poi chissà se sei davvero tu...

ross ha detto...

Come dicevo un anno fa incontravo il mio vicino di casa tenutario di una piantagione (no, non di cotone):
Lui" Ross, come va? Ti vedo a pezzi" (stavo facendo il corso di medicina tropicale e cercando guardie notturne per non morire di fame)
Io"dai, non va malissimo, sto andando a un colloqui pe rle guardie notturne"
Lui"beh se hai bisogno di soldi fammi sapere, se non ci si aiuta fra NOI"
Quel NOI mi ha stupito: cosa avevamo in comune un tecnico del suono completamente fatto e la sottoscritta promessa della medicina?
Risposta: i solchi sotto agli occhi, una macchina a pezzi (piu' sporca della yaris) e un bel po' di spleen beaudelaireiano!

ross ha detto...

PS
Quando diventerai mamma verremo tutti a casa tua come facciamo adesso, se poi tu non vorrai bere cavoli tuoi.....

Anonimo ha detto...

Mi dispiace, ma no. Non ho mai baciato due lesbiche, non mi sono invitato a casa tua, a Numana, sono abbastanza lontano dall'essere considerato (s)fatto, anche nell'accezione "lucida" e positiva con cui è stato scritto (purtroppo per me). Con Omega3 mi viene in mente una confraternita da College americano, poi. Insomma, non sono il tuo vicino.
Ma la cosa divertente, e che mi fa pensare, in questo "scambio", è la confusione di interpretazione di "chi" si vede attraverso gli occhi degli altri...
(io pensavo a quel malcelato timore che avevo visto in te, in quello che avevi scritto, specchiandoti nel tuo vicino)

Donata Cucchi ha detto...

E' un grande sollievo, Anonimo!
Ho pensato al mio vicino, un po' perché ho la coda di paglia, un po' perché credo nelle coincidenze (con una particolare inclinazione per le più improbabili).
Comunque sono contenta che tu non sia lui. E anche che tu sia qui, chiunque tu sia.