Ho terminato di leggere il libro di Dave Eggers Erano solo ragazzi in cammino, la biografia di Valentino Achak Deng edita da Mondadori nella (a me cara) collana Strade Blu.
Ho letto questa storia con lentezza, con regolarità: l'ho protratta per quasi due mesi. Non l'ho fatto apposta, ma è stato un bene, perché ho avuto tempo di affezionarmi ad Achak e di ponderare la lunghezza del suo cammino per una vita migliore.
Achak è un «ragazzo perduto» del Sudan meridionale, uno di quei ragazzini che - sopravvissuti alla distruzione del proprio villaggio - sono riusciti da soli ad attraversare il deserto a piedi (migliaia e migliaia di bambini, senza adulti, guidati da ragazzi appena più grandi, un'impresa pazzesca, terribile, biblica) per raggiungere prima l'Etiopia e poi il Kenya.
Ex profugo del campo di Kakuma, Achak ci parla (questo «ci» non è retorico, se lo leggete) da Atlanta, Stati Uniti, il paese che lo ha accolto nel settembre del 2001. L'America non ha portato una ricompensa facile, ma una diversa fatica e la noia (un argomento tra i preferiti di questo blog: la noia come spreco della propria scintilla).
Quanto a Eggers, è cristallino, ci commuove senza violentarci, senza crudeltà.
I proventi del libro vanno alla Valentino Achak Deng Foundation.
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