Mmhh, bellissimo essere al lavoro dopo aver fatto le quattro del mattino... una figata.
Sono stata più stanca, però, lo ammetto.
Stamattina venendo in ufficio a momenti andavo a sbattera contro la Ross senza neanche vederla. Camminavo di bolina verso la mia giornata, mentre una ferita al quarto dito del piede destro si apriva sempre di più sotto i Birkenstok comprati ieri. Giornata in salita, e per fortuna che il mio capo è via e le altre due persone che con me dividono la stessa area del piano assenti. C'è silenzio e chissà mai che nonostante tutto riesca a combinare qualcosa.
Bella serata, ieri. Casa di un vecchio amico, la casa dei ritrovi di tutta una giovinezza, dalle feste pomeridiane delle elementari a quelle confuse delle medie, fino alla carboneria delle superiori - con la sua ritualità ingenua - su su ai trent'anni, con canzoni blues, rock, funky suonate in quella stessa taverna, luogo di amenità, di meraviglie.
In pochi, mischiando medie/elementari/liceo. Abbiamo mangiato appena e bevuto neanche tanto attorno a tavolini gentili su un grande prato.
Prima volta che veniamo accolti all'aperto, che l'aperto è stato finora solo la periferia del chiuso. Uscivi all'aperto perché ti sentivi male, o per stare con una persona speciale, o per confidarti, per fumare, prendere aria, per cercare di non vomitare. Così l'aperto era solo notturno, anche se le stelle non le guardavi.
E' stato strano, inizialmente quasi spiacevole, arrivare con la luce, trovare un buffet un po' curato, sedersi su belle scomode sedie di ferro bianco, trovare il labrador maestoso seduto sul prato. Poi chiacchierare della vita quotidiana, non ricordarsi cosa fa esattamente quel tuo compagno delle elementari che voleva fare lo scrittore.
Alcune persone le vedi sempre, altre una o due volte all'anno. Quella che è stata la tua migliore amica dall'asilo all'estate della maturità sta per sposarsi. Lei è persa per sempre, l'hai tradita e non ti ha perdonato. Nessuno sembra ricordare perché avete litigato, per tutti litigare per un ragazzo deve essere stato solo un pretesto. Tu invece sei ancora abbastanza pulita da sapere che un bacio non detto alla tua migliore amica è davvero un reato, non importa se la vita ridimensiona amici e reati.
Una persona - che chiameremo Peter Gabriel... - fa notare che quindici anni fa gli esami di maturità finivano. Gli orali erano iniziati verso il 2 luglio, eravamo la prima sezione estratta del nostro girone (non si dirà "girone", ci scommetto). L'estate della maturità è stata l'acme e la fine della mia adolescenza, l'equivalente di Giulio Cesare per la storia romana.
Ci scaldiamo lentamente, siamo tranquilli e ancora adulti quando verso mezzanotte qualcuno se ne va. Io penso che tra mezz'ora magari vado, che non posso fare più tardi dell'una.
E' buio, entro un attimo in taverna per andare in bagno e mi assale l'odore inconfondibile degli anni, dei miei mille, diecimila anni. C'è la batteria attaccata al muro su cui ho suonato, in una breve stagione in cui ho preso lezione dal padrone di casa - io di batteria e una ragazza americana di chitarra. In una saletta piccola, piena di libri di un secolo fa, c'è ancora il pianoforte verticale nero scordato, la stessa luce da bisca che sui nostri volti proiettava quella luce strana.
Non siamo più così adulti - ma neanche gli stessi sciocchi minorenni immaturi che siamo stati - quando ci confrontiamo su come eravamo. C'è chi ha voglia di trovare il modo di chiedere scusa, alcune energie latenti scintillano. Per me invece c'è lo stupore di un calore quieto, senza desideri e pieno di gioia.
Andiamo via alle quattro. Il padrone di casa lo abbraccio più forte - e sento tutti quei muscoli da giocatore di hockey, e sento la sua anima delicata.
Mi faccio accompagnare, invece che in auto, in scooter: per l'allegria di scivolare fino a casa senza casco, di godere la brezza delle strade vuote, per salutare la notte amica e facile, col suo profumo buono.
4 commenti:
Già, 15 anni fa ci "maturavamo", oggi la mia commercialista dopo avermi illustrato la mia pietosa dichiarazione dei redditi mi ha detto "spero che mio figlio faccia l'idraulico".
Come ho già scritto altrove bisogna fare come Don Chisciotte, andare avanti con un po' di follia ed animo sereno.....
Non hai fatto proprio un esempio di persona che è riuscita nella vita...
Beh, in questo momento mi manca solo Ronzinante e uno scudiero....
la vita NON ridimensiona amici e reati...magari
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