Prima ho incrociato un collega, un tipo silenzioso che conosco poco, ma "che c'è", nel senso che ha la testa che gira, non uno che attraversa la vita pensando al locale dove andrà la sera o alla partita in televisione (niente di male, per carità..."gente come noi" come direbbe Wolly). "Ciao", "Ciao", incrociandoci. "Come stai?", chiedo io senza fermarmi - quel "come stai" aggiunto per salutare un po' meglio, non per fare conversazione - e infatti intanto mi allontano. "Bene", risponde, o qualcosa del genere. E' già lontano quando dice una cosa un po' strana: "Bisognerebbe dormire di più". "Eh, sì", ribatto subito io, con la voglia puerile di raccontare la mia lunga notte, perché tornare all'alba mi inorgoglisce sempre molto, neanche l'avessi passata in laboratorio a maneggiare polonio come Marie Curie.
Invece siamo piuttosto lontani e non racconto un bel niente.
"Avrà fatto tardi anche lui", penso en passant.
Poi, l'illuminazione: non è che ha letto il mio post?
(Che intrigo, eh? I famosi lettori-che-non-ci-sono non staranno nella pelle dalla voglia di sapere come va a finire...)
2 commenti:
agata christie ti fa un baffo....
Agatha, bisognerebbe vivere di più.
Ciao Spettacolo
起飞
Posta un commento