lunedì 18 luglio 2011

La Maddalena (e Caprera): di ritorno

La Maddalena e Caprera.
Dormo a La Maddalena, in un piccolo appartamento nel quartiere Moneta, in via Gian Maria Volontè (lo chiediamo a un passante, la prima mattina, e lui risponde con un sorriso largo, come a dire "ovvio", ma anche come a dire "non è bello"?).
L'appartamento è una casina, in un piccolo giardino dove c'è anche un'altra casa. Davanti alla porta un'enorme ortensia lilla e slavata, quasi sfatta; più a sinistra, un alberello sottile, dalle foglie tremule. Dietro - lo si vede dalla cucina - un fico (come all'Elba).

Le prime notti ci sono le zanzare. Dopo elaboriamo un rigido protocollo e le teniamo a bada. Da metà settimana si alza pure il vento, forte, maestrale; anche il vento ci aiuta.

Le case del paese sono brutte, molto. Le uniche carine - e sono come me le aspettavo - si trovano in centro. Case con i balconi in ferro, case mediterranee.

Nella nostra zona c'è il complesso costruito per il G8 del 2009, quello che poi non si fece lì. Lo intravediamo e questo luogo "sospeso", progettato da Stefano Boeri, ci sembra bello. C'è nelle vicinanze un altro luogo, strano, un palazzo bianco vagamente neoclassico - un hotel vuoto - con un'appendice di architettura anni Cinquanta (mattoni e vetro).

La raccolta differenziata viene fatta in modo serio e intimidatorio, pare assorbire parecchia attenzione.

Le spiagge, soprattutto. Provo a ricordare.
Domenica: Tegge, con vicino un posto semplice e carino dove mangiare (poco) qualcosa. Ci troviamo un gatto tigrato, questuante, e Paolo Rossi, musone.
Lunedì: Spalmatore al mattino, grande e inospitale, caldissima; Bassa Trinità al tramonto, ed è uno dei posti più belli che abbia mai visto.
Martedì: Cala Garibaldi, a Caprera; non mi piace, ma faccio un bel bagno; e nel pomeriggio Memi porta me e Zoe in barca un paio d'ore (ci bruciamo, ma è un giro bellissimo).
Mercoledì: andiamo a Bonifacio, partendo da Palau. Non ne rimango impressionata come pensavo e il paese è afoso e turistico, a suo modo orribile. Sono però emozionata all'idea di esserci andata, di aver visitato uno dei luoghi più significativi del Mediterraneo.
Giovedì: si è alzato il vento; seguiamo i consigli di Ricky e andiamo ai Due Mari (in realtà Cala Portese), a Caprera. E' molto bella, ampia e scintillante. I gabbiani si lasciano dondolare sull'acqua, che è turchese e splendida. Nella stessa giornata andiamo anche a una spiaggia vicina, il Relitto, non altrettanto bella.
Venerdì: andiamo a Cala Lunga di Porto Massimo, il consiglio è di Memi. La strada per arrivarci è bella, vedere il mare mosso, azzurro e spumoso mette luce nel cuore. La spiaggia però è piccola e i bergamaschi che vi troviamo parlano sempre, ad alta voce.
Sabato: l'ultima spiaggia è testa del Polpo. Camminiamo un poco per raggiungerla e individuarla. E' carina, si sta bene. Ragazzini si arrampicano sulle rocce di granito (sulla testa del polpo).

La gente è simpatica, socievole, allegra.
Simpatico però anche il napoletano del negozietto-oreficeria in cui ci fermiano due volte (e in cui io compro tre).

1 commento:

ross ha detto...

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